Incubiamoci report

tra gudgib e i boiafaus, anche quest’anno al Cubo si è consumato boulder per tutti, e non solo. Il com’è andata di Marzio Nardi.

Si è dovuto attendere la pioggia e la grande adunata presso le cantine della Kiuva (rinomata piola del circondario) per veder defluire a grandi fiotti la vena aggregante della famiglia boulderistica che, domenica 2 marzo, ha tappezzato di magnesite gli ormai noti sassi del Cubo. Con il palato accarezzato dai tubi di rosso e ammorbidito dal lardo di Arnad, tutti convenivano che boulder é bello e socializzante, anche se poco prima chi si scannava sul 5 e rimasto con i propri simili e lo stesso si dica per quelli del 6 del 7 e dell’8.

Anche se all’apparenza quest’osservazione sembrerebbe caratterizzare un ambiente poco gioviale, le resse di “pad people” che si alternavano su tutti i sassi presi d’assalto hanno creato un ambiente rilassato e accogliente tipico da salotto viennese. Scoprire tant’altra gente che come te scala sul 4, 5, 6, spera nel 7 e sogna l’8 ma contemporaneamente se ne frega (per una volta) di quelli che sono i freddi numeri, ha riunito tutti in questa grande attività da catena di montaggio del muscolo e talvolta del cervello.

Fatto sta che i gudgib e i boiafaus, anche quest’anno, hanno riecheggiato da nord a sud, attraverso gridolini in gonnella e ruggiti baritonali di mutandoni in flanella, accompagnati da costanti e insistenti botte su materassi, ovvero la base ritmica di quest’attività.

Se tutti, a loro modo e grado, tiravano come bestie da soma, lo stesso, non si è potuto dire per Christian Core che, piombato tra gli umani con la sua solita aria sognata e sorpresa come se fosse a contatto con nuove forme di vita (i blocchi del cubo non li aveva ancora visti), si metteva a proprio agio un po’ con tutti, indistintamente questi fossero uomini o sassi, quinti gradi o settimi e subia (“subia” uguale “fischia”in piemounteis) regalando agli astanti qualche simpatico spettacolino dello stile: Alby traverse -Cuor di leone (flash) e Materiale resistente, il tutto in meno di un’ora. Niente male come primo assaggio delle specialità casalinghe.

Per quanto riguarda i benefattori, gli stessi che nel 2002 avevano accolto con entusiasmo la nostra iniziativa, anche quest’anno non si sono tirati indietro, moltiplicando come santoni la posta da mettere in palio per tutti i partecipanti, attraverso il magico rito dell’estrazione. In particolare ricordiamo il Vertical Sport di Arco, Bside e Sovendi tra i maggiori elargitori di materiale, mentre Ronco Alpinismo e B Side Factory hanno permesso di realizzare la bella guidina andata in omaggio a chiunque si è presentato con scarpette ai piedi. Infine ringraziamo Camp E9 e Cassin per il pensiero e il Ristorante la Kiuva che in collaborazione al Comune di Arnad ci ha sfamato e dissetato “aggratis”, in questa seconda e non ultima edizione di “Incubiamoci 2003”.

di Marzio Nardi

Core “affonda” su materiale resistente. In apertura: Larcher mette a dura prova i paratori

approfondimenti… incubiamoci 2002 www.bsidezone.it

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